La metà migliore di Lavoisier

 

Dan Rabinovich

drabinov@uncc.edu

 

Marie Anne Pierrette Paulze (1758 – 1836) era solo tredicenne quando sposò un brillante giovane membro dell’Accademia delle Scienze francese, il chimico Antoine Laurent Lavoisier (1743 – 1794).  Lei diventò successivamente il più importante assistente e collaboratore del celebre scienziato fino alla morte di lui al culmine della Rivoluzione Francese.  La magnitudine dei contributi di Marie Anne alla carriera del marito è stato spesso sottovalutata e a volte persino ignorata.  Tuttavia, è evidente che ha giocato un ruolo chiave nei suoi molti studi di ricerca, dagli esperimenti critici sulla combustione, respirazione e la composizione dell’aria e acqua fino allo sviluppo di una nomenclatura chimica e le leggi della conservazione della massa.  Lei tradusse dall’inglese al francese il Trattato sul Flogisto di Richard Kirwan, che Lavoisier e altri continuamente criticavano, conducendo poi alla fine dell’infame teoria.  Era una meticolosa annotatrice e illustratrice che usando una sola mano realizzò le 13 illustrazioni a piena pagina del Trattato Elementare sulla Chimica (1789), che presentava una migliorata e uniforme panoramica sul soggetto e viene solitamente considerato il primo moderno manuale scolastico di Chimica.

 

 

Il francobollo della Repubblica delle Maldive qui mostrato fu emesso l’11 Gennaio 1990 per commemorare tardivamente il bicentenario dell’inizio della Rivoluzione Francese (cioé, la presa della Bastiglia del 14 Luglio 1789).  Non c’è ragione ovvia sul perché le Isole Maldive, un precedente protettorato Britannico nell’Oceano Indiano che guadagnò l’indipendenza nel 1965 ed è oggi il più piccolo e meno popolato stato dell’Asia, si sia preso un così grande interesse per la Rivoluzione Francese.  In ogni caso, il francobollo mostra il doppio ritratto di Monsieur e Madame Lavoisier dipinto nel 1788 da Jacques-Louis David, uno dei maggiori esponenti del periodo neoclassico francese.  L’iconico ritratto mostra la coppia vestita elegantemente accanto ad un tavolo con vari articoli di cristalleria del periodo.  È ora parte della collezione permanente in mostra al Metropolitan Museum di New York.

 

 

This article was first published in 'Chemistry International', Vol. 31 No. 5 September-October 2009.  (http://www.iupac.org/publications/ci/2009/3105/si.html)