Giganteschi batteri di zolfo

 

Dan Rabinovich

drabinov@uncc.edu

 

Una scoperta straordinaria, un batterio sconosciuto circa 100 volte più grosso dei batteri più comuni e grande abbastanza per essere visibile ad occhio nudo, fu fatta presso i sedimenti marini poveri di ossigeno al largo della costa di Namibia dell’Africa sud-orientale nell’aprile del 1997.  Un vero gigante tra i microorganismi unicellulari, il Thiomargarita namibiensis fu trovato che formava filamenti delicati di sfere di madreperla, alcune che crescevano fino a tre quarti di millimetro in diametro.  In aggiunta alla sua dimensione anormale, questo curioso microbo è inusuale in diverse cose, inclusa la sua abilità nell’accumulare grandi quantità di ioni nitrato all’interno della cellula, a volte in concentrazioni 10.000 volte più grandi dell’acqua marina circostante.  In modo significativo, il nitrato viene utilizzato per ossidare gli ioni solfuro derivanti dalla degradazione del materiale organico operato da batteri che consumano lo zolfo, un processo che costituisce la fonte principale di energia per le cellule e collega ottimamente i cicli naturali dell'azoto e dello zolfo.

 

 

Il francobollo illustrato in questa nota è parte di una serie emessa dalla Namibia nel 2003 per celebrare le recenti scoperte biologiche nel Paese, incluse una nuova specie di pesce gatto e un insetto considerato da lungo estinto.  Il francobollo mostra una microfotografia di tre cellule di Thiomargarita, dal diametro ciascuna di circa 0,2 millimetri, ed è simile a quello rappresentato sulla copertina di Science del 16 aprile 1999, ove la scoperta fu inizialmente resa pubblica.  I piccoli puntini gialli sono globuli di zolfo elementare formatisi con l’ossidazione dei solfuri e sono depositati solo nel sottile strato esteriore della cellula – corrispondente solo al 2 percento dell’intero volume della cellula – che circonda il grande serbatoio centrale di ioni nitrato.  Anche se la proposta per l’utilizzo del Thiomargarita in futuro al fine di ripulire l’inquinamento provocato dagli efflussi dell’agricoltura che sono ricchi di nitrato potrebbe esser esagerata, è chiaro quanto il ruolo che questo batterio dello zolfo svolge nell’ecologia delle acque costiere non vada sottovalutato.

 

 

This article was first published in 'Chemistry International', Vol. 32 No. 2 March-April 2010.  (http://www.iupac.org/publications/ci/2010/3202/si.html)