S. O. S. dune. Il parco dimenticato

Studio e protezione delle dune di Calambrone

 

Luciana Bussotti

 

Come si preservano i prodotti della creatività dell'uomo,

così vanno preservati i prodotti della creatività della natura.

F. Garbari

 

Figura 1. Calystegia soldanella

 

Liceo Scientifico Cecioni Classe III sperimentale, indirizzo Chimico-Biologico 2° anno scolastico ‘91/92 Insegnante: Luciana Bussotti Studenti: gli entusiasti da subito: R. Ceccotti, S. Merlo, S. Liperini, K. Barcali, V. Lenzi, E. Bartolena,  A, Fraschi; i convinti col tempo: F. Petrantoni, G.  Neri, A Lanzetta, L. Cenci, A Andreotti, E. Ratigel; il pentito: A. Ferranini.  Le dune costiere costituiscono un’ottima palestra didattica; sia per la distribuzione della vegetazione che per il numero di specie, risulta abbastanza semplice guidare una classe all’identificazione delle piante ed alla valutazione degli adattamenti che esse presentano, in risposta ad un ambiente tanto particolare.  Si “scoprono” le fitocenosi, il loro susseguirsi nello spazio e nel tempo, l’evoluzione allo stadio di climax, l’interdipendenza tra duna e vegetazione, necessarie l’una all’altra.  Questo ambiente si presta, inoltre, per un’opera di educazione al rispetto della natura, in quanto rappresenta un sistema molto fragile e, per le coste italiane, quasi relitto.  Ho scelto le dune del Calambrone non, piuttosto, quelle più suggestive e selvagge dei Parco della Maremma, da studiare nel corso di una bella gita scolastica, certamente per la vicinanza, che ne permette un controllo ripetuto e quindi uno studio più approfondito.  

 

Ma la vera spinta a questo lavoro è nata proprio dal contrasto che, in questo luogo, emerge tra la ricchezza della vegetazione, la bellezza delle sue fioriture, la condizione ancora vicina a quella naturale. in alcuni tratti ed il degrado che le accompagna: immondizie di ogni genere, solchi dei fuoristrada e moto da cross, transito delle ruspe che prelevano la sabbia, presenza di strade, costruzioni, zone industriali.  (D’altronde tutta la zona costituisce un binomio antropizzazione-interesse naturalistico: basti ricordare la presenza di una ricca avifauna alla foce dello Scolmatore dell’Arno).  Perciò il titolo SOS Dune che indica la necessità di interventi solleciti. Il sottotitolo Il parco dimenticato è stato aggiunto quando abbiamo avuto la certezza [1] che il territorio da noi preso in esame rientra nei Parco di Migliarino-S. Rossore-Massaciuccoli. questa certezza ci ha lasciati perplessi, ovviamente, ma ha suggerito agli studenti alcune importanti domande: "Come si può definire Parco un’area come questa?”, "Cosa è, allora, un Parco?”  Didatticamente educativo il fatto che essi abbiano dovuto rivedere la loro idea di Parco Naturale.  A questo punto si è aperto un "lavoro nel lavoro", non previsto, ma coinvolgente: da una prima idea di tentare la tutela dell’area, siamo passati a sollecitare un’effettiva azione di protezione – visto che le "nostre dune", come le chiamiamo noi, sulla carta, risultavano già tutelate.

 

Figura 2. Fenicottero fotografato alle rive del Calambrone

 

Una spinta in più ci è venuta,  nello "scoprire", a lavoro iniziato, che a Calambrone si ritrovano la Solidago litoralis prezioso endemismo toscano, esclusiva delle sabbie litoranee tra Bocca di Magra e lo Scolinatore, e la Periploca graeca specie considerata, relitto pre-quaternario, presente in poche stazioni rifugio litoranee.  Con questo lavoro ho partecipato al progetto "I giovani e la natura", promosso dall’Agip-Plas nei contesto più ampio dei "Progetto Giovani".  L’inserimento in un ambito, per così dire "ufficiale", se da un lato poteva risultare più gratificante per gli studenti, dall’altro portava anche il pericolo che essi cadessero in facili trionfalismi e perdessero di vista il "valore scientifico-didattico"che dava il senso all’iniziativa.  Anche se desideravo che si sentissero protagonisti di un’esperienza un po’ diversa, condotta sia all’aperto che su testi non prettamente scolastici, ho cercato di ridimensionare (se non sono riuscita ad evitare) il protagonismo che poteva derivare da inviti a bordo, presentazione ad autorità del loro elaborato, ecc.  Per la classe prescelta si è trattato di un lavoro interamente extracurricolare; ho preferito il taglio ecologico, che mi permetteva di recuperare ed integrare contenuti già in possesso degli allievi.

 

Nel proporre questa iniziativa agli studenti ho voluto, quindi, sia offrire loro l’opportunità di conoscere direttamente e studiare un ambiente naturale, sia coinvolgerli in un’azione di salvaguardia per tentare, raccogliendo lo sforzo di molti, la salvaguardia di questo piccolo tratto di natura.  Il lavoro è stato svolto perciò su due linee portanti: una più strettamente scientifica, con lo "Studio del territorio", ed una di "Educazione alla protezione della natura".

 

Articolazione dei lavoro

Alcune considerazioni sul suo svolgimento e sulle problematiche emerse, sugli obiettivi e sulla metodologia usata.

 

A) Fase preliminare

Presentazione e motivazione della proposta

Elaborazione da parte degli studenti di temi sulle loro aspettative

Impostazione del piano di lavoro

Valutazione dei prerequisiti necessari

Nozioni preliminari

Prima uscita sul territorio.

 

Figura 3. Solidago litoralis

 

Nonostante l’età, per la maggior parte degli studenti la protezione è protezione degli animali e gli animali sono i mammiferi, possibilmente di grande mole (e magari esotici – i vari Quark hanno fatto scuola).  È stato pertanto particolarmente delicato motivare la scelta delle dune.  Nella pagina di presentazione ho voluto mantenere i nomi degli studenti divisi secondo i loro onesti umori iniziali.  Tuttavia l’uscita sul posto, anche se il periodo (dicembre) non era dei più favorevoli, ha coinvolto anche i più tiepidi, l’incontro con una ruspa colta in flagrante sulla battigia è stato determinante.  (Il caso ha anche voluto che uno degli studenti avesse usato proprio quelle dune per allenarsi per le gare di motocross: il pentito, o meglio il "non ancora consapevole").  Prima di procedere nel lavoro, ho chiesto agli studenti di esprimere, articolandole in brevi temi, le loro aspettative.  Su questo punto dovrei soffermarmi a lungo per analizzare quello di cui tutti noi siamo consapevoli, ma su cui forse non ci confrontiamo ancora abbastanza: è stato difficile trovare qualche idea che si elevasse al disopra di semplici stereotipi. legati a già sentiti e mai assimilati discorsi sulla protezione della natura.  Ho di proposito, tuttavia, lasciato nel testo le frasi così come gli studenti le hanno scritte, perché ritengo opportuno che temiamo ben presente ciò che essi pensano e sanno dire, invece di ciò che vorremmo che pensassero e sapessero dire, anche se la presentazione di espressioni per lo più ingenue e scontate mi ha provocato un ovvio disagio.

 

Figura 5. Priploca graeca L.

 

B) Lo studio

Ricerca bibliografica

Lettura di argomenti di interesse specifico

Stesura dei piano di lavoro

Ulteriori uscite

Studio della flora

Rilevamento dei transetti

Studio della fauna e delle dune come ecosistema [3]

Stesura delle relazioni

Controllo della vegetazione.

 

Per il rilevamento fitosociologico ho usato solamente la tecnica del transetto poiché, data la natura extracurricolare del lavoro, l’obiettivo non era quello di appropriarci di una metodologia specialistica.  Il rilevamento dei transetti è stato effettuato in situazioni:

 

a) rifenibili alla norma,

b) poco discordanti dalla norma,

c) molto discordanti;

 

quest’ultima situazione ha permesso di valutare l’effetto della distruzione delle prime dune sulla vegetazione.  Abbiamo censito le specie della flora dunale, dalle pioniere alle retrodunali.  L’osservazione delle caratteristiche anatomo-morfologiche ha permesso la valutazione degli adattamenti specifici, – particolarmente significativo il confronto tra le diversità di tali adattamenti (ad es. sclerofille e succulente) e fenomeni di convergenza (presenza di spine, colore glauco, ecc.).  L’osservazione della fauna è stata fatta sia direttamente che attraverso tracce.  Poiché le piante sono molto importanti per la stabilità delle dune e queste costituiscono attualmente oggetto di frequenti visite didattiche, non abbiamo prelevato esemplari interi, ma solo porzioni utili al riconoscimento ed all’osservazione, per le parti sommerse abbiamo scavato la sabbia, ricoprendo subito dopo l’osservazione.  Coerentemente, non abbiamo raccolto animali vivi.

 

Figura 6. I transetti

C Cakile –A Agropiro –Er Eringio –Cv Convolvolo di mare –Am Ammofila –Ec Echinofora –Eu Euphorbia paralias –Ep Epeplis –S Solidago –P Giglio di mare –Sk Salsola kali –Sp Sporobolo –G Ginepro P Pino marittimo –J Giunco –El Elicriso

 

La stesura del testo è risultata un ulteriore punto molto critico, emerso anche dal confronto con gli altri colleghi impegnati nel progetto.  Personalmente ho scelto di mediare tra il lasciar scrivere liberamente gli studenti e il pilotare, invece, strettamente gli elaborati (in altre parole, riscriverli).  Il linguaggio definitivo è risultato talora schematico, talora più personale. con qualche forma di ingenuità di pensiero e di scrittura.  Alcuni momenti, più ironici, sono stati usati per "sdrammatizzare" il testo ed evitare che ci prendessimo troppo sul serio.  Non ho usufruito della collaborazione dei colleghi di Italiano perché, per l’articolazione della nostra scuola, essi sono impegnati anche con studenti di altri indirizzi, avrei quindi chiesto loro un aggravio eccessivo di lavoro

 

C) La tutela

Considerazioni sulle cause dei degrado delle dune di

 

Calambrone

Ricerca di Enti e persone interessati al nostro progetto Ricerca delle leggi, ordinanze e regolamenti inerenti le dune costiere

 

Corrispondenza

Trasferimento della nostra esperienza ad altre classi

Azione di pulizia della spiaggia.

 

Nella speranza che la presa di coscienza e la valutazione critica di comportamenti scorretti, aggressivi nei confronti della natura, inducano ad una autovalutazione dei propri comportamenti (giudicare negativamente gli altri porta a pretendere anche da se stessi comportamenti coerenti) e, se necessario, ad una loro correzione,  ho posto l’accento sul cattivo utilizzo dell'area da noi studiata.  Ne è nata l’idea di attuare un intento di pulizia.  Ho ben chiarito il senso dell’operazione: personalmente non ritengo opportuno che ragazzi puliti raccolgano lo sporco di altri, soprattutto se questo serve a "far più bello l’ultimo trofeo" a successivi sporcatori, però, nel nostro caso ..."se si adotta una duna, bisogna trattarla bene".  La valutazione della scarsità di risultati (soprattutto tornando sul posto dopo qualche settimana), quando si lavori in pochi, volontaristicamente, cercando di sostituirsi a chi di fatto dovrebbe essere preposto a tale scopo, anche se sconfortante, è tuttavia risultata utile per una considerazione generale del problema.

 

Dal momento che, anche cori tutta la buona volontà, eravamo solo in quindici. abbiamo coinvolto nel nostro progetto altre classi della nostra scuola (indirizzo Chimico-Biologico ed indirizzo Socio-Pedagogico) ed una classe di 1a Media dell’obbligo.  Questa fase è risultata tra le più significative e di maggior soddisfazione accompagnando i ragazzini, i miei studenti hanno operato da soli, guidandoli nelle osservazioni con opportune domande e superando nell’azione didattica le mie aspettative.  L’invio delle lettere di denuncia, di richiesta di aiuto, di collaborazione e coinvolgimento, ci ha impegnati a lungo ed è proseguita ben oltre la data di consegna del nostro elaborato.  Abbiamo conosciuto tante persone che hanno interesse per il nostro stesso problema, sono impegnate in analoghi studi od azioni di tutela, od hanno già ottenuto dei risultati in proposito (gli stessi colleghi di Berganio che hanno vinto il Premio Marisa Albani sono "amici di duna"!).  Abbiamo ricevuto informazioni, materiale, risposte di consenso che ci hanno aiutato ad insistere nel nostro progetto, persino offerte di collaborazione (che si stanno concretizzando), visite (che abbiamo ricambiato).

 

Anche le "mancate risposte", così come certe risposte sono risultate, al di là della delusione, importanti elementi di discussione.  La ricerca di leggi ed ordinanze relative alle coste in generale ed alle dune di Calambrone in particolare, mi ha permesso di far conoscere agli studenti che, per la tutela ambientale, necessitano altre competenze, oltre a quelle di carattere naturalistico.

 

Tempi

Perla nostra partecipazione all’iniziativa dell’Agip-Plas, il grosso dei lavoro è stato svolto da Novembre ‘91, data di presentazione dei progetto, al 31 marzo ‘92, data di consegna degli elaborati. [4]  In questo periodo sono state realizzate le uscite ed è stato scritto il testo, la maggior parte delle lettere, ecc.  Ma, dato il genere di studio. è stato necessario continuare a seguire lo sviluppo della flora anche successivamente ad intervalli di 1-5 giorni.  Alla ripresa della scuola, un’ulteriore visita alle dune ci ha permesso di trovare in fioritura le specie a sviluppo estivo.

 

Modi

Lo studio preliminare, la raccolta delle idee. L’elaborazione dei dati, la traccia delle relazioni sono stati effettuati a scuola, utilizzando le ore di Laboratorio di Biologia (per un totale di 4 ore), o trattenendoci oltre le lezioni fino al primo pomeriggio (5 volte).  In questo caso era presente solo il sottogruppo impegnato per quel dato argomento.  Anche le uscite sono state effettuate a cavallo dell’ora di pranzo per sfruttare al massimo il tempo a disposizione e consentire ai ragazzi di utilizzare il pomeriggio per studiare.

 

Risultati

Per quanto riguarda il piano scientifico-didattico, rimando volentieri a quanto hanno già detto i colleghi G. Federici e G. Bonati che hanno espresso al meglio anche il mio pensiero.  Per quanto riguarda concreti risultati per la tutela delle dune, da segnalare che la capitaneria di Porto di Livorno non ha rinnovato le concessioni per il prelievi di sabbia, il Consorzio del Parco di M.SR.M nel maggio ‘92, ha provveduto alla sistemazione di una nuova sbarra (v. lettera a Naturalmente 5, 2, 1992) che impedisce l’accesso dei Fuoristrada.  Con soddisfazione, ad un anno di distanza, ho potuto verificare, foto alla mano per il confronto, che sulla duna più alta e più colpita i profondi solchi che la deturpavano sono quasi scomparsi e la vegetazione sta riguadagnando terreno.  I ragazzi hanno accolto la notizia con un: "Allora è servito veramente!".  Una frase che si commenta da sola!

 

Proposte

Sapevamo (e non ci illudiamo troppo neppure ora) che non avremmo ottenuto tutto e tanto meno subito, quindi abbiamo inserito nel testo un elenco di proposte, piuttosto nutrito ed ambizioso, che raccoglie le idee di tutto il gruppo.  Il problema è far pervenire queste proposte a chi potrebbe farle proprie e convincere della."bontà" dell’idea.  Perciò, a tutte andrebbe aggiunta quella di un incontro, una tavola rotonda, con i responsabili del Parco, le Province di Livorno e Pisa e gli altri Enti e persone interessate.

 

Prosecuzione del lavoro

Nell’anno scolastico successivo il lavoro è proseguito sia per la parte scientifica che per quella protezionistica.  Abbiamo utilizzato la gita scolastica per visitare le residue dune protette della costa ravennate.  Ci ha colpito particolarmente l’assenza, su quelle spiagge, delle posidonie (nonché la collaborazione tra Enti locali, WWF e popolazione).  Alla fine di Aprile siamo stati ospiti del WWF di Piombino nella struttura chiamata: "l’esagono di Baratti", per un fine settimana di lavoro: censimento delle piante di duna, progetto di interventi per limitare l’erosione dovuta al passaggio dei bagnanti, esercitazione di zoologia con sistemazione di trappole sull’arenile (incruenta), per studiare gli animali della costa sabbiosa.  (Inoltre, se mi è consentita una nota strettamente personale, che posso considerare prosecuzione e risultato ad un tempo, gli studenti a fine anno mi hanno regalato una maglietta su cui hanno dipinto il convolvolo di mare, Calystegia soldanella, la specie che abbiamo scelto come simbolo!)

 

Una raccomandazione

Come ho detto, si sta diffondendo l’uso delle dune costiere come palestra didattica; la cosa è in sé molto positiva ma si accompagna al rischio che troppe presenze possano danneggiarle.  Noi, tra le proposte, abbiamo inserito una sorta fermo biologico per i mesi di marzo e aprile quando sono presenti le nuove nascite, ed una attenzione particolare al calpestio delle dune.

 

Note

1. Prima della certezza, la confusione: a precise richieste, abbiamo avuto tutte le risposte possibili: "È sicuramente fuori dei Parco" "Costituisce una fascia periferica sottoposta a vincolo": "Non è Parco, però ..."

2. Il progetto è stato presentato a bordo di una motonave della Toremar con tanto di TV locali e gli elaborati durante un viaggio in Capraia.

3. Ho letto di recente sul bollettino ANISN n. 1 che forse non potremo più nominare questo concetto.  Pazienza, siamo abituati a rinnovarci!

4. Questa scadenza ci ha inutilmente incalzati: a quel momento infatti non avevamo le foto della maggior parte delle piante, addirittura gli studenti non avevano ancora visto in fioritura le più belle: giglio e convolvolo di mare, ad esempio.  A maggio, poiché il lavoro non era ancora stato stampato. abbiamo inserito foto originali di quasi tutte le specie.  Successivamente è slittata un’ulteriore scadenza per la stampa; e ciò ha permesso a me la partecipazione al concorso, per gli studenti ha costituito un ovvio elemento di demotivazione.

 

Bibliografia di base

F. Garbari Dal Calanibrone alla Burlamacca Guida alla natura dei Parco di M. S. R. M

F. Garbari Le sabbie litoranee: Flora e vegetazione Ed. Nistri-Lischi

C. Dei Prete, G. Tosi Florae e vegetazione dei litorali sabbiosi Ed. Co-Graf

L. Fenaroli Guida alla flora mediterranea Ed. Giunti Martelle

A. Lang Tracce di animali Ed, Zanichelli

E. Ennion, N. Tinbergen Tracce d'animali Ed. Zanichelli

L. Trevisan Problemi di acque salale e dolci in: La Provincia Pisana 7/83

M. Vetere Foreste sommerse La Nuova Ecologia 8/90

G. Magagnini Un fiore in fondo al mare Naturalmente 2/92

 

 

Pubblicato originariamente su Naturalmente, 1993, 6 (3), 4-7.